Un congresso al piu’ presto per ‘riportare la democrazia nel partito, superando le antistoriche divisioni Fi-An e avviando la fase programmatica del Pdl romano e laziale’ che oggi versa in uno stato di ‘apatia e grave insufficienza politico-amministrativa’. A chiederlo i sette consiglieri comunali Pdl del ‘Laboratorio per Roma’ (Fernando Aiuti, Roberto Angelini, Antonello Aurigemma, Pierluigi Fioretti, Giovanni Quarzo, Ludovico Todini e Alessandro Vannini) in una conferenza stampa nella sede dei gruppi consiliari di via delle Vergini. Una protesta che investe anche la formazione della giunta regionale, come ha testimoniato la presenza di parecchi ‘delusi’ dalla compagine di Polverini tra cui Stefano De Lillo, Donato Robilotta e Luigi Celori. Una composizione della quale, secondo Quarzo, ‘non sono ancora stati chiariti i criteri: se uno li sapesse, allora li potrebbe discutere. Berlusconi pero’ era stato molto chiaro. Inoltre non e’ piu’ possibile che il coordinamento romano non funzioni e al momento di fare un’analisi, dopo tanto tempo, non ci sia stato permesso di parlare’. ‘Ci saremmo aspettati - aggiungono i consiglieri – una discussione aperta e franca, ma nonostante il caos prodotto con la non presentazione della lista e l’immobilismo della campagna elettorale, il coordinatore romano Gianni Sammarco non ha sentito la necessita’ di aprire un dibattito interno’. ‘Non abbiamo potuto parlare - spiega Angelini – perche’ ci hanno detto che non eravamo parte del coordinamento, anche se in quell’ambito eravamo tra i pochi direttamente eletti. Il punto non e’ Sammarco come persona, ma deve rappresentare il partito e non una sua componente, e la giunta regionale sa di correnti. Il coordinamento deve decidere con regole precise, che oggi non ci sono. Non siamo frondisti – conclude – ma ora c’e’ la necessita’ di un partito vero, di sentire tutti, di andare sul territorio’.






