Magnifici, imponenti, con le cromie che riemergono da un lungo e laborioso restauro, gli arazzi cinquecenteschi del Quirinale che raccontano le Storie di Giuseppe sono in mostra da oggi 29 aprile nel Palazzo del Quirinale. Si tratta di dieci dei venti meravigliosi panni, commissionati da Cosimo I de’ Medici ai maggiori artisti dell’epoca, Bronzino e Pontormo, per decorare la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio e allestiti per l’occasione nella Galleria di Alessandro VII, con i capolavori provenienti dai maggiori musei internazionali. I panni sono arrivati a Roma nel 1882 da Firenze, dove invece sono rimasti gli altri dieci, e costituiscono il nucleo piu’ antico e importante dell’intera raccolta di arazzi del Quirinale, considerata (con 260 opere) una delle piu’ prestigiose al mondo. Manufatti di sfolgorante bellezza, ma di estrema fragilita’, i panni monumentali di Palazzo Vecchio sono in via di restauro da almeno trent’anni: prima quelli rimasti a Firenze, con un intervento iniziato nel 1984, poi e’ stata la volta dei romani, con la realizzazione al Quirinale di un laboratorio che ha riunito le massime competenze del settore. Quindi gli arazzi rinascimentali sono stati restaurati in loco, preservandoli cosi’ da ulteriori rischi. Perche’, ha detto Loretta Dolcini, che ha collaborato con Godart nella curatela della rassegna, ‘il Quirinale era una reggia e gli arazzi venivano spostati piu’ volte e usati per abbellire le cerimonie ufficiali’. Attualmente, quattro di essi, a rotazione, sono allestiti nella Sala del Bronzino, dove il Presidente della Repubblica incontra i Capi di Stato ospiti e con le loro delegazioni.La fase cruciale del restauro, ha detto la Dolcini, e’ stata quella della pulitura, per togliere dalle fibre dei tessuti (seta, lana) il dannoso particellato atmosferico e ripristinarne la struttura. E’ cosi’ che sono tornati a brillare i colori, gli sfavillanti fili d’oro e d’argento (ossidati dal tempo), dei tessitori fiorentini, organizzati nelle due botteghe di Jan Rost (che si firmava raffigurando un pollo allo spiedo) e Nicolas Karcher, impegnati a riportare sulla stoffa i cartoni di Pontormo e Bronzino. Il primo classico ed essenziale nelle scene, autore di tre arazzi sul giovane Giuseppe,mentre a Bronzino toccano 16 storie della maturita’ del profeta di Cristo. La mostra, che presenta anche altre opere tra cui lo splendido cammeo dell’Ermitage, bozzetti preparatori, libri miniati, si conclude con una ricostruzione virtuale della Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio, con i 20 arazzi che l’avvolgevano interamente, alla maniera nordica.






