Grande successo di pubblico al convegno sulle tematiche della l. 54/2006 meglio conosciuta come “legge sull’affido condiviso” che si è svolto il 9 ottobre a Viterbo. Avvocati, psicologi, educatori ed assistenti sociali hanno gremito la Sala Regia che ha ospitato l’evento, “Affido condiviso: esperienze e fallimenti. Problematiche psicodinamiche nella cura dell’evoluzione del minore “ e salutati dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Viterbo, Daniele Sabatini, che ha sottolineato come il Centro Studi di Criminologia di Tyrris onlus, ancora una volta ha colto nel segno, portando all’attenzione non solo degli addetti ai lavori, ma di tutta la cittadinanza, una tematica tanto delicata quanto di così grande attualità. Il convegno per la levatura dei relatori e per il rigore scientifico dei lavori presentati ha suscitato l’interesse anche dalla “Guide di Diritto del Sole 24 ore”, presente con un suo inviato in sala. Un’analisi a tutto tondo della normativa, che vuole fare il punto dello “stato dell’arte” sulla sua applicazione, ha detto la Dr.ssa Rita Giorgi all’apertura della giornata di studio. Legge che privilegiando la centralità della figura del minore sottolinea il riferimento alla qualifica di genitori e non più di coniugi, ha detto l’Avv. Chiara Trapani, stabilendo che l’affidamento condiviso diventi la regola al fine di tutelare il diritto del minore ad avere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori per quanto concerne la cura, l’educazione, l’istruzione dei figli anche dopo la separazione, il divorzio o lo scioglimento della coppia convivente more uxorio. L’Avv. Massimo Pistilli ha spiegato quelli che sono i reati che più di sovente vengono commessi nell’ambito di una crisi familiare: si va dalla violazione degli obblighi di assistenza familiare, alla sottrazione di persone incapaci, all’abbandono di persone minori o incapaci, fino alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. In ambito criminologico si sono analizzati i numeri di omicidi, suicidi o violenze da ricondurre a vicende di separazione o divorzi di cui purtroppo la cronaca abbonda . Cifre da “vera guerra” ha dichiarato il Prof. Vincenzo Mastronardi che durante il suo intervento ha dato una lettura interpretativa dei dati messi a disposizione per l’occasione dall’ISTAT, sottolineando l’importanza di come tutte le figure che operano nell’ambito del sociale debbano essere particolarmente preparate ad affrontare, le tensioni insite nella “coppia che scoppia” per aiutare gli attori a derimerle.








ottobre 12th, 2010 at 08:53
“Avvocati, psicologi, educatori ed assistenti sociali …”
e genitori? Nessuno?
Finchè sono gli operatori, ovvero quelli che incassano, a cantarsela ed a suonarsela da soli lo stato attuale cambierà molto poco.
Quelli che importano vermente sono i convegni dei genitori, ovvero quelli che pagano per i propri figli. Sono loro che hanno promossa la legge attuale e loro che si devono dare da fare per attuarla.