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GIUNTA MARINO: OPERAZIONE RIUSCITA,TROVATO L’ACCORDO MA SENZA M5S

Pubblicato il 26 giugno 2013 da redazione

La squadra del sindaco Ignazio Marino ha preso finalmente  forma. Ecco i nomi:Daniela Morgante magistrato quarantenne, consigliera della Corte dei Conti,si occuperà del Bilancio, all’Urbanistica Giovanni Caudo, architetto e urbanista e ricercatore presso l’Università degli Studi Roma Tre. Ai Trasporti Guido Improta, Dal 2006 nel Gruppo Alitalia in qualità di Responsabile delle Relazioni Istituzionali,è stato Sottosegretario alle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Monti. Alla Scuola Alessandra Cattoi, coordinatrice del comitato elettorale di Marino. Luigi Nieri, nel 2001 diventa assessore alle Politiche per le periferie nella prima giunta Veltroni e nel 2005 al Bilancio della giunta regionale Marrazzo,sarà vicesindaco con delega al Patrimonio. Agli stili di Vita Luca Pancalli, tetraplegico in seguito ad una caduta da cavallo partecipa a quattro edizioni dei Giochi Paralimpici,Vice presidente del Coni dal 2004 al 2012, è stato anche commissario straordinario della Federcalcio. Alla Casa Daniele Ozzimo,dipendente della Trambus Spa, nel 2008 è entrato in assemblea capitolina diventando vice presidente della commissione Politiche sociali. All’Ambiente Estella Marino, ingegnere ambientale, 37 anni, è la “signora delle preferenze” delle passate elezioni,(9417  voti),sul suo blog ha voluto specificare di non essere parente del Sindaco. Ai Servizi sociali Rita Cutini, dottore di Ricerca in Educazione Sanitaria,dal 2009 è vicepresidente del Centro Nazionale del Volontariato di Lucca.  Al Commercio Marta Leonori, Dal 2001 direttore della Fondazione Italianieuropei, è stata eletta deputata per il Pd. Alla Cultura Flavia Barca, sorella dell’ex ministro del governo Monti Fabrizio Barca, è docente di “Economia e gestione delle imprese di comunicazione”. Ai Lavori Pubblici Paolo Masini, dipendente aeroportuale, nel 2008 è stato rieletto in Campidoglio ed è diventato vice presidente della commissione Scuola.

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MARINO E’ IL NUOVO SINDACO DI ROMA, AL VOTO SOLO UN ROMANO SU TRE

Pubblicato il 10 giugno 2013 da redazione

Ignazio Marino sarebbe in testa con il 60,5% dei voti, Gianni Alemanno fermo al 39,5%. Queste le indicazioni del primo instant poll Emg-La7 per il ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma. Al primo turno il candidato del centrosinistra aveva preso il 42,61%, mentre il sindaco uscente sostenuto dal centrodestra si è fermato al 30,28%.Il comitato di Alemanno ha ammesso la sconfitta e si è congratulato con Marino.

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CON ANDREOTTI SE NE VA UN PEZZO DELLA STORIA D’ITALIA

Pubblicato il 08 maggio 2013 da redazione

Giulio Andreotti si è spento lunedì 6 maggio nella sua abitazione romana alle 12 e 25.  ’Giulio’ aveva 94 anni,  nato a Roma il 14 gennaio del 1919. Politico longevissimo, sulla scena politica da più tempo della regina Elisabetta. È sempre stato presente dal 1945 in poi nelle assemblee legislative italiane: dalla Consulta Nazionale all’Assemblea costituente,  poi nel Parlamento italiano dal 1948, come deputato fino al 1991 e successivamente come senatore a vita. E’ stato l’uomo di governo e di partito italiano più blasonato, sette volte alla guida dell’esecutivo,venti volte ministro, uno dei leader democristiani più votati; ma per i suoi nemici e detrattori era ”Belzebu”’, circondato da una fama di politico cinico e machiavellico che lui stesso, in fondo, amava coltivare. In più di mezzo secolo di vita pubblica, più di ogni altro governante, Giulio Andreotti è stato identificato come l’emblema di un potere che nasce e si alimenta nelle zone d’ombra. Quando Buscetta raccontò la storia del bacio a Totò Riina i colpevolisti erano di gran lunga più numerosi. Si illudevano: Andreotti, passato dall’altare alla polvere nel giro di poche ore, sfidò i giudici andando a tutte le udienze del processo che lo vedeva imputato, la testa china sui suoi appunti, contestando l’accusa punto per punto fino alla sentenza definitiva di assoluzione. ”Nel 1919 sono nati il Ppi di Sturzo, il fascismo e io. Di tutti e tre sono rimasto solo”, scherzava ultimamente. Da giovane, era un ragazzo religioso, studioso, molto serio, la schiena già lievemente incurvata e le idee chiare sul suo futuro. Unici divertimenti le partite della Roma al vecchio stadio di Testaccio e le corse dei cavalli all’ippodromo delle Capannelle. Si dice che fu il Papa in persona, Pio XII, a volerlo alla presidenza della Fuci, l’organizzazione degli universitari cattolici, al posto di Aldo Moro. Dopo pochi anni si ritrovò catapultato nelle stanze dei bottoni grazie all’ottima impressione che aveva fatto al leder della Dc Alcide De Gasperi. Nel 1946, a 28 anni, era già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con una delega particolare per lo spettacolo. La ”legge Andreotti” del 1949 servì a finanziare il cinema italiano. Nel 1954 fece il salto e diventò ministro. Politicamente rappresentava l’ala più conservatrice e cattolica della Dc, i suoi avversari interni erano i fautori del centrosinistra, come Moro e Fanfani. Ottime le sue entrature in Vaticano, estesissima la sua rete di contatti internazionali.Fu nel 1972 che riuscì ad arrivare alla presidenza del Consiglio. Lo scelsero con scarsa convinzione, per dar vita a un governo di centro dalle scarse prospettive. E infatti fu il governo più breve della storia repubblicana: solo 9 giorni, dalla fiducia alle dimissioni. Ma il nostro Giulio non si scoraggiò. Già allora sapeva che ”il potere logora chi non ce l’ha” e che ”a pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina”. Queste due massime probabilmente rappresentano la sintesi perfetta del pensiero politico andreottiano e sono ormai espressioni comuni.I leader della Dc avevano capito quale era la sua più grande dote: conciliare gli opposti, smussare gli angoli, superare le difficoltà, lui che amava definirsi un ‘popolano’. Emblematico il suo rapporto con Craxi. Il leader socialista non lo vedeva di buon occhio e fui lui a coniare il soprannome di Belzebù. Andreotti era ”la volpe che finirà in pellicceria”. Ma qualche anno dopo, di nuovo a Palazzo Chigi, Andreotti strinse un patto di ferro proprio con Craxi : erano gli anni del ”caf” e l’opposizione di sinistra lo considerava come il peggio del peggio della politica italiana. Il film ”Il Divo” di Sorrentino lo ritrae come responsabile o complice di mille nefandezze. Lui stava per querelare, ma poi preferì lasciar correre, forse anche perchè, altra sua perla di cinica saggezza, ”una smentita è una notizia data due volte…

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PRIMARIE ROMA, MARINO VINCE; SASSOLI: ORA INSIEME PER IL CAMPIDOGLIO

Pubblicato il 08 aprile 2013 da redazione

Ignazio Marino è il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma. Il medico ha avuto la meglio sugli altri cinque sfidanti: Gemma Azuni, Mattia Di Tommaso, Paolo Gentiloni, Patrizia Prestipino e David Sassoli. Sassoli, scelto dalla segreteria del partito, è stato il primo a congratularsi con Marino per la sua vittoria: ”Adesso dobbiamo vincere la battaglia per il Campidoglio”. Tocca a lui ora sfidare l’attuale primo cittadino Gianni Alemanno, l’avvocato del Movimento 5 Stelle Marcello De Vito e l’imprenditore Alfio Marchini. L’affluenza nei 223 seggi, come fa sapere il comitato ‘Roma bene Comune’, è stata tra i 100.000 e i 102.000.

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MARO’,SI SPENGONO LE LUCI AL COLOSSEO E AI FORI IMPERIALI

Pubblicato il 04 aprile 2013 da redazione

Spente le luci del Colosseo e, per la prima volta, anche quelle dei Fori imperiali, del Foro romano e dei Mercati Traianei per rinnovare la vicinanza della Capitale ai due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. “Un gesto simbolico e di solidarietà che sono certo vedrà la partecipazione di tanti cittadini, e con il quale vogliamo mantenere alta l’attenzione per riportare a casa quanto prima i nostri due soldati”. Così ha dichiarato il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, firmando la relativa ordinanza.

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E’ MORTO CALIFANO, POETA E VOCE DELLE BORGATE

Pubblicato il 30 marzo 2013 da redazione

Il “Califfo” si è spento nella sua casa di Acilia. Aveva 74 anni ed era malato da tempo. Solo pochi giorni fa si era esibito al Teatro Sistina di Roma.Originario di Pagani, in provincia di Salerno, è nato per caso in aereo sul cielo della capitale libica, a quei tempi colonia italiana. È cresciuto e vive da molti anni a Roma ma ha anche trascorso otto anni a Milano. Già arrestato nel 1970 per possesso di stupefacenti, caso in cui fu coinvolto anche Walter Chiari (assolto con formula piena), finisce nuovamente in carcere per lo stesso motivo e per porto abusivo di armi nel 1983, questa volta insieme al conduttore televisivo Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest’ultima esperienza carceraria ha composto l’albumImpronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. In entrambi i processi Califano è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. Califano lo ha ripetutamente ricordato nei suoi libri e nelle sue interviste.Si è cimentato come scrittore e saggista con opere come Ti perdo – Diario di un uomo da stradaIl cuore nel sessoSesso e sentimentoCalisutraStorie di vita e casi dell’amore raccontati dal maestro. Del 2008 è, invece, l’autobiografia Senza Manette, scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco. È stato interprete di fotoromanzi e attore cinematografico in Sciarada alla francese (1963), Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1983) con Pippo Franco, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008).Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del programma realtà Music Farm, condotto da Simona Ventura. Nel 2007 e nel 2010 partecipa a due puntate di Ciao Darwin con Paolo Bonolis. Califano si è sempre presentato come un disincantato amante latino, un po’ cinico, un po’ romantico, vantando migliaia di conquiste femminili. Lui stesso ha raccontato di aver avuto il suo primo rapporto all’età di 12 anni, con la madre di un amico. Vive in una villa nei pressi di Roma, ad Acilia, a pochi chilometri dal litorale di Ostia. Califano ha tatuato nell’avambraccio destro la sua celebre frase Tutto il resto è noia. Viene citato anche nella serie televisiva Romanzo criminale partecipando al matrimonio di uno dei componenti della banda.I suoi ammiratori lo chiamano Califfo o anche maestro, viene imitato da Fiorello, dall’attore Max Tortora, e dall’imitatore Gianfranco Butinar. Nel 2010 a causa del suo stato precario di salute, dovuto alla rottura di tre vertebre in seguito a una caduta dalle scale, non è in attività.Da sempre autore di testi e poesie, è famoso per canzoni spesso cantate in proprio, ma molto più frequentemente scritte per altri artisti: Mia Martini (Minuetto, scritta in coppia con Dario Baldan Bembo e La nevicata del ’56 scritta nel testo con Carla Vistarini); Ornella Vanoni (La musica è finita, su musica di Umberto Bindi, scritta con Nisa, Una ragione di più, scritta con Mino Reitano); Peppino di Capri (Un grande amore e niente più, che vince il Festival di Sanremo 1973); Bruno Martino (E la chiamano estate, scritta in coppia con lo stesso Martino); Edoardo Vianello e Wilma Goich (Semo gente de borgata). Suo è anche il testo di Un’estate fa, versione italiana di Une belle histoire, del cantante francese Michel Fugain. Le notti d’agosto fu portata al successo da Loretta Goggi. Per Mina ha scritto l’intero album Amanti di valore (1974). Poco gettonato dal pubblico, il disco, con le musiche di Carlo Pes è considerato dalla critica un autentico capolavoro. Come cantautore sono da annoverare tra i suoi grandi successi Tutto il resto è noia, Fijo mio  e brani come Tac, La mia libertà e Io nun piango  canzoni di cui è autore anche della parte musicale, Ti perdo, Io per le strade di quartiere con la quale partecipa a Sanremo 88, Un tempo piccolo, brano reinciso dai Tiromancino. Tutto il resto è noia…

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MENNEA, IL PIU’ GRANDE VELOCISTA ITALIANO SI E’ SPENTO A ROMA

Pubblicato il 21 marzo 2013 da redazione

E’ morto stamattina in una clinica a Roma, all’età di 61 anni, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico e per anni primatista mondiale dei 200 metri. Da tempo lottava con un male incurabile.Pietro Mennea, può essere considerato uno degli atleti più decorati nella storia dello sport italiano. Nato il 28 giugno 1952, a Barletta, per 17 anni è stato detentore del primato mondiale dei 200 metri, stabilito alle Universiadi di Città del Messico, nel 1979.Soprannominato la ‘Freccia del sud’, tutt’ora detiene il primato europeo e italiano dei 200 metri. nel 1980, a Mosca, con una straordinaria rimonta, conquistò la medaglia d’oro, sempre nei 200 metri, che si somma ai quattro titoli europei, a un argento e un bronzo ai Mondiali, ma anche ad altri due bronzi olimpici, il primo dei quali conquistato sulla pista di Monaco di Baviera ai Giochi del 1972, nella gara vinta dal sovietico Borzov. I risultati di Città del Messico,19.72 sui 200m e il 10.01 di Mosca 1980 sono ancora record europeo (19.72) e record italiano (19.72 sui 200m e 10.01 sui 100m)

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ROMA HA IL SUO NUOVO VESCOVO: PAPA FRANCESCO

Pubblicato il 15 marzo 2013 da redazione

Il cardinale JORGE MARIO BERGOGLIO è stato eletto Papa. Sarà Francesco . IL nuovo papa è l’arcivescovo di Buenos Aires, nato i 17 dicmebre del 1936 nella stessa città argentina di cui oggi è arcivescovo. E’ gesuita.Ha origini italiane il nuovo Papa.Il bisnonno del cardinale Jorge Mario Bergoglio, e’ nato a Portacomaro, in provincia di Asti. Da li  il padre del Pontefice emigrò a Torino prima di emigrare in Argentina. Nei giorni scorsi il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, loaveva invitato con una lettera a visitare i suoi luoghi natale.Quando da piazza San Pietro viene annunciato che il nuovo Papa ha scelto di chiamarsi Francesco, la comunità dei frati di Assisi, custode delle spoglie del Poverello, ha ”un sussulto di ammirazione e responsabilità”. Ed è un ”volto di tenerezza” quello che vede in Jorge Mario Bergoglio, già ”Papa Francesco”. Al quale i frati promettono subito con le parole del Santo ”obbedienza e riverenza”.

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QUESTURA DI ROMA COMMEMORA EVANGELISTA,”SERPICO” VITTIMA DEI NAR

Pubblicato il 28 maggio 2012 da redazione

Ricorre oggi il 32° anniversario dell’uccisione dell’appuntato di polizia Francesco Evangelista. Il Questore di Roma Francesco Tagliente, per onorarne la memoria, ha deposto una corona di alloro a nome del Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli sulla lapide collocata all’interno del Commissariato Porta Pia, dove il poliziotto prestava servizio. La mattina del 28 maggio 1980 Evangelista era in servizio di vigilanza di fronte al Liceo Giulio Cesare con due colleghi del Commissariato Porta Pia, una scuola difficile, dove da anni avvenivano scontri tra studenti delle opposte fazioni politiche. Quel mattino alle 8.10 quattro terroristi dei Nar raggiunsero il Liceo. L’obiettivo era quello di disarmare i tre agenti e di schiaffeggiarli. I poliziotti si accorsero della loro presenza e cercarono di reagire, ma i terroristi aprirono il fuoco per primi. Franco Evangelista morì raggiunto da sette colpi, lasciando la moglie e i due figli. I due poliziotti che erano con lui rimasero feriti gravemente. Evangelista si era arruolato in Polizia nel 1962 e aveva prestato servizio al Reparto a Cavallo, alla Scuola Allievi Sottufficiali di Nettuno e alle Volanti. Esperto di arti marziali, aveva effettuato centinaia di arresti. Il capo del commando venne ferito e arrestato nel 1981 a Padova dopo un conflitto a fuoco. La sua compagna, che partecipò all’assassinio dell’appuntato Evangelista, venne arrestata nel marzo 1982. Un terzo componente del commando si suicidò nel maggio 1982.

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CAMPIDOGLIO, FESTEGGIAMENTI E CITTADINANZA ONORARIA PER SHALIT

Pubblicato il 18 maggio 2012 da redazione

Il sindaco Gianni Alemanno è intervenuto ieri sera, in piazza del Campidoglio, alla festa di benvenuto per il cittadino onorario di Roma Gilad Shalit, il giovane caporale israeliano liberato l’ottobre scorso dopo cinque anni di prigionia nelle mani di Hamas.Il sindaco Gianni Alemanno si era già recato in Israele nel mese di dicembre per consegnare la Lupa Capitolina nelle mani del caporale liberato da appena due mesi. Era stata una visita molto attesa avvenuta nella casa del soldato israeliano a Mitzpe Hila, un incontro che aveva coronato la precedente iniziativa del Sindaco che, nell’Aula Giulio Cesare, aveva consegnato nelle mani del padre di Gilad Shalit, Noam Shalit, la pergamena con il conferimento della cittadinanza onoraria di Roma al giovane militare, ancora prigioniero.In occasione della visita in Israele il primo cittadino della Capitale aveva sottolineato la soddisfazione per l’avvenuta liberazione “Ora e per sempre sarai cittadino di Roma. A Roma sarai sempre come a casa tua”.

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