Tag Archive | "emanuela orlandi"

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CASO ORLANDI: INDAGINE SARÀ COORDINATA DA PROCURATORE CAPO ROMA

Pubblicato il 03 aprile 2012 by redazione

“Ogni ulteriore iniziativa di indagine nel procedimento sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sarà diretta e coordinata dal procuratore della repubblica che ha assunto la responsabilità della Direzione distrettuale antimafia”. Lo afferma in una nota il capo della procura Giuseppe Pignatone. Nel comunicato, si precisa inoltre che “le dichiarazioni e le valutazioni sul procedimento per la scomparsa della Orlandi attribuite da alcuni organi di informazione ad anonimi ‘inquirenti della procura di Romà non esprimono la posizione dell’ufficio”. Il riferimento prende spunto dalle notizie diffuse ieri circa l’intenzione degli inquirenti di non aprire più la tomba di Enrico De Pedis e che la verità sulla scomparsa della Orlandi sarebbe a conoscenza di personalità del Vaticano.

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EMANUELA ORLANDI, SEDICENTE EX AGENTE SISMI IN TV: “È IN MANICOMIO IN INGHILTERRA”

Pubblicato il 17 giugno 2011 by redazione

“Io so dov’è Emanuela. È viva e si trova in un manicomio in Inghilterra, nel centro di Londra ed è sempre stata sedata. Con lei ci sono due medici e quattro infermiere”. La rivelazione, si legge in una nota dell’emittente tv RomaUno, è arrivata con una telefonata durante la trasmissione Metropolis, condotta da Valentina Renzopaoli, andata in onda in diretta ieri sera e dedicata all’anniversario della scomparsa di Emanuela Orlandi e alla presentazione del libro di Pietro Orlandi e Fabrizio Peronaci “Mia sorella Emanuela”. “L’uomo che si è presentato come un ex agente dei servizi segreti del Sismi con il nome  in codice di Lupo Solitario, ha raccontato che Emanuela sarebbe stata prelevata da una Bmw nera, auto che sarebbe stata lasciata nel sotterraneo del parcheggio dove poi è stata ritrovata; sarebbe stata trasferita su una Mini verde e sedata e a bordo ci sarebbero stati anche un agente inglese e una donna. ‘Emanuela è passata per la Germania, la Francia e l’Inghilterra – ha detto ‘Lupo solitario – a Bolzano invece non è mai passatà. L’uomo rompe silenzio soltanto dopo ventotto anni dalla scomparsa della ragazza perché ‘stuzzicatò e tirato in ballo con delle falsità e ‘a questo punto paga chi deve pagarè ha detto. Alla richiesta di spiegazioni sul movente del sequestro da parte di Pietro Orlandi lupo solitariò risponde “Devi scovare in fondo a cosa faceva tuo papà, mi dispiace Pietro, scoprirai cose che non ti piaceranno” e poi spiega che Ercole Orlandi era venuto a conoscenza di giri consistenti di denaro da ‘pulire’; giri legati allIstituto Antonveneta.

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CASO ORLANDI, FRATELLO EMANUELA: SOTTOVALUTATA PISTA ALTOATESINA

Pubblicato il 12 maggio 2011 by redazione

“La pista bolzanina fu sottovalutata”. Lo afferma Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, in una intervista al quotidiano Alto Adige. Il figlio del messo papale si riferisce alla presunta testimone Josephine Hofer Spitaler che aveva detto di aver visto la ragazza a Terlano. “La signora Josephine aveva dichiarato di avere visto mia sorella arrivare a metà agosto. Dopo quattro giorni è stata portata via”. La donna avrebbe notato un nastrino giallo e rosso al collo della ragazza. “Questo particolare non mi fa dormire la notte”, dice Pietro all’Alto Adige. “Emanuela pochi giorni prima di essere stata rapita, portava quel nastrino per festeggiare lo scudetto della Roma”. In merito al fatto, che la denuncia sia stata fatta solo un anno e mezzo dopo la scomparsa della ragazza, Pietro Orlandi afferma che la donna aveva detto tutto a suo marito che le aveva consigliato di farsi gli affari propri. “Forse – aggiunge Orlandi – aveva paura. Si trattava pur sempre dei suoi vicini”. “Spiegò – aggiunge – che mia sorella, stanca, con i capelli sporchi, dopo quattro giorni fu portata via. Ma salendo in macchina aveva cercato di mettersi in contatto con lei. Fu purtroppo fermata”. Il procuratore di Bolzano Guido Rispoli,precisa di non conoscere l’intera vicenda. “Le affermazioni della donna erano già stata valutate all’epoca dei fatti”, aggiunge Rispoli che non esclude comunque “nuovi accertamenti, se questi si dovessero rendere necessari”.

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CASO ORLANDI, ON.GENTILE: PROCURA ROMA APRA TOMBA DI ENRICO DE PEDIS

Pubblicato il 18 novembre 2010 by redazione

‘Proprio alla vigilia dell’avvio della seconda serie di Romanzo Criminale, che racconta le gesta della Banda della Magliana, su Sky, spero che la procura di Roma, d’intesa con il Vicariato, voglia procedere all’apertura della tomba di Enrico De Pedis, sepolto nella basilica di Sant’ Apollinare. Lo afferma il senatore del Pdl e componente della commissione parlamentare antimafia, Antonio Gentile. ”C’è chi dice – aggiunge – che li dentro ci siano i resti di Emanuela Orlandi e adesso che il Vicariato ha dato il suo assenso sarebbe importante apprenderlo. Da cattolico non mi permetto di giudicare nulla, ma certo non posso provare piacere nel sapere che un incallito criminale abbia avuto una sepoltura del genere:  uno di quei misteri che alimentano i sospetti e le dietrologie ma che non hanno giustificazioni nella vita reale”.  ’Avrei preferito – conclude Gentile – che al posto del ’benefattore’ De Pedis ci fosse stato uno dei tanti poliziotti morti ammazzati mentre faceva il suo dovere in quei tristi anni”

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CASO EMANUELA ORLANDI, UN NUOVO SUPERTESTE SARA’ ASCOLTATO DAI GIUDICI

Pubblicato il 17 settembre 2010 by redazione

Ha confermato anche agli inquirenti la versione data al programma ‘Chi l’ha visto’ Maurizio Giorgetti, il nuovo testimone del caso riguardante la sparizione di Emanuela Orlandi rintracciato dal programma condotto da Federica Sciarelli. Sentito ieri pomeriggio per alcune ore dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Simona Maisto, Giorgetti ha ribadito di aver udito, in noto ristorante di Roma, due uomini legati alla banda della Magliana, ed in particolare al boss Enrico De Pedis, parlare di ‘una ragazzina da prelevare perche’ bisognava recuperare del denaro’. Tale circostanza era gia’ stata riferita dal testimone, un tempo legato ad ambienti di estrema destra, nel corso del programma di Raitre. In una intervista, tra l’altro, Giorgetti aveva specificato che le due persone che aveva ascoltato nel ristorante sono due uomini entrati ultimamente nelle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Nella stessa intervista il testimone ha fatto anche riferimento ad una Bmw che sarebbe stata utilizzata per il ‘prelevamento’ e per lo spostamento della ragazza. Quello di ieri e’ stato solo il primo incontro tra il nuovo testimone e gli inquirenti: la prossima settimana e’ prevista una prosecuzione dell’atto istruttorio e l’approfondimento di altre questioni.

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L’AUTISTA DI ENRICO DE PEDIS INDAGATO PER L’UCCISIONE DI EMANUELA ORLANDI

Pubblicato il 11 marzo 2010 by redazione

C’e’ un nuovo indagato nell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi avvenuta a Roma il 22 giugno del 1983. Si tratta di Sergio Virtu’, 49 anni, indicato da Sabrina Minardi, ex amante del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, come l’autista di fiducia di Renatino. L’uomo, che e’ stato ascoltato questa sera dai magistrati titolari dell’inchiesta per oltre 2 ore e mezzo, e’ indagato per i reati di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona.Virtu’ e’ stato arrestato oggi per altri reati e trasferito nel carcere di Regina Coeli. All’ex autista di De Pedris infatti, erano state infitte in passato due condanne perche’ coinvolto in processi per reati di truffa che vedevano imputati i cosiddetti ‘colletti bianchi’. Pene infitte in giudizi di primo grado, non passate in giudicato e in attesa del processo d’appello. La misura cautelare disposta oggi nei suoi confronti, in base a quanto si apprende da fonti giudiziarie, e’ stata emessa su richiesta della procura generale della Corte d’Appello di Roma perche’ ‘sussisteva pericolo di fuga’. Davanti al procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e al sostituto Simona Maisto, titolari dell’inchiesta sulla scomparsa della ragazza, Virtu’ ha pero’ negato ogni addebito sulla vicenda: ha negato, in particolare, di avere mai conosciuto ne’ avuto rapporti di amicizia con De Pedis. C’e’ quindi una svolta nell’inchiesta che deve far luce sul mistero della scomparsa della Orlandi avvenuto un pomeriggio di giugno di 26 anni fa. A tirare in ballo Virtu’ e’ stata, in primo luogo, Sabrina Minardi. Nel corso dei colloqui con i magistrati della procura di Roma, l’ex donna di Renatino ha definito Virtu’ come elemento non ‘organico’ della banda che ha insanguinato la Capitale a cavallo degli anni ’70 e ’80. Per la Minardi ‘Sergio’ era molto legato a Renatino nel periodo tra il 1982 ed il 1983. Secondo quanto riferito ai pubblici ministeri dalla donna, Virtu’ sarebbe stato l’autista di fiducia di De Pedis, e in particolare, avrebbe avuto un ruolo operativo nel sequestro della ragazza. L’ex amante del boss, nel corso dei suoi colloqui, ha raccontato di aver visto Emanuela nella zona del laghetto dell’Eur poche ore dopo il sequestro: con lei ci sarebbe stato anche Virtu’. Nel suo racconto la Minardi sostiene, inoltre, di aver guidato un’auto con a fianco De Pedis mentre in un’altra automobile che seguiva c’erano Virtu’ ed Emanuela. Le due auto, secondo quanto sostiene la donna, raggiunsero Torvajanica, centro del litorale romano, dove la figlia di un funzionario del Vaticano fu affidata a un’altra donna. Nel suo racconto, la Minardi spiega inoltre che, dopo alcuni mesi, Emanuela venne consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata dalla stessa Minardi in un bar nella zona del Gianicolo, dove la Orlandi, sostiene la ex di Renatino, giunse accompagnata da Virtu’. A carico dell’ex autista ci sono anche alcune dichiarazioni di un’altra donna, definita dagli inquirenti una sua ex convivente, la quale avrebbe raccontato di aver avuto un ruolo nella sequestro della Orlandi e di avere anche ricevuto un compenso.

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AGCA: EMANUELA ORLANDI E’ VIVA E TORNERA’ A CASA

Pubblicato il 03 febbraio 2010 by redazione

‘Emanuela e’ viva e tornera’ presto a casa’. Mehmet Ali’ Agca, l’attentatore di Papa Wojtyla, lo aveva detto due settimane fa quando era uscito definitivamente di prigione. Venerdi’ scorso lo ha ribadito a Pietro Orlandi, fratello della ragazza vaticana scomparsa nel giugno 1983, che e’ volato da Roma a Istanbul per incontrarlo. Del faccia a faccia ha parlato il quotidiano Sabah con un articolo della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente da Roma, che ha assistito al faccia a faccia. ‘Emanuela e’ viva, te lo posso garantire – ha detto Agca -. Puo’ trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L’hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti daro’ documenti cosi’ importanti che saranno costretti a
liberarla. Spero che lei tornera’ a casa proprio prima del prossimo mese di giugno’. Era stato proprio Pietro Orlandi a chiedere un incontro, dopo le esternazioni dell’ex Lupo Grigio all’uscita dal carcere di massima sicurezza Sincan, vicino ad Ankara, dove ha scontato quasi 10 anni per l’uccisione di un giornalista. L’ok di Agca non si e’ fatto attendere. ‘Mi ha detto che questa storia si risolvera’ entro quest’anno – ha raccontato il fratello di Emanuela -. L’ho guardato negli occhi: mi ha dato l’idea di parlare con sincerita’, non ho pensato nemmeno per un attimo che stesse mentendo. Agca crede nelle cose che dice. Non farnetica, c’e’ un filo logico che lega le sue affermazioni. Ho trovato una persona molto diversa dallo spaccone che appare in tv’. La prima parte del colloquio si e’ svolta in una casa, davanti ad altre persone. E’ stato lo stesso Agca a volere un confronto a quattr’occhi. Sui contenuti del colloquio privato, Pietro glissa ma ribadisce di aver detto all’ ex terrorista: ’Dammi delle prove, anche mia madre si aspetta notizie concrete, dopo i tuoi annunci all’ uscita dal carcere’. ’Te le daro’ – mi ha risposto – ho certezze inconfutabili. Ha detto che Emanuela e’ probabilmente in un paese europeo. Ha parlato di una villa, ma lo ha fatto per fare un esempio, per dire che non e’ reclusa’.
Agca ha ripetuto quello che ha sempre sbandierato ai quattro venti: Il rapimento di Emanuela e’ opera dei Lupi Grigi e di alcuni paesi dell’ Est per
la sua liberazione. A Orlandi ha aggiunto: ‘E’ arrivato il momento di mettere un punto a questa storia. E’ giusto che come io ho riabbracciato mia madre, anche tua madre Maria possa riabbracciare Emanuela’. La famiglia Orlandi, che non ha mai perso la speranza, aspetta con fiducia.
Nei mesi scorsi la vicenda e’ tornata alla ribalta a proposito delle presunte responsabilita’ della Banda della Magliana nel sequestro e nell’uccisione di Emanuela. ‘Il fatto che Agca in tutti questi anni abbia detto che mia sorella e’ viva ci ha sempre lasciato uno spiraglio. Con me e’ stato onesto. C’e’ unsenso nelle cose dice’. La procura di Roma convochera’ prossimamente Pietro Orlandi per stabilire se dal colloquio con Agca siano emersi elementi utili all’ inchiesta. Gli inquirenti, invece, non sembrano intenzionati a sentire l’ ex Lupo Grigio.

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Emanuela Orlandi:da Pm telefonista e anonimo di S.Apollinare

Pubblicato il 25 novembre 2009 by redazione

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Saranno sentiti a breve dai magistrati di Roma sia Mario, il telefonista della vicenda Orlandi che l’anonimo che diede indicazioni. Quest’ultimo chiamo’ il centralino della trasmissione ‘Chi l’ha visto’, invitando ad indagare su chi era sepolto nella cripta della chiesa di S. Apollinare, dove riposano i resti del boss della Magliana, Enrico De Pedis. I due, secondo il procuratore Capaldo, non sono la medesima persona ma legati da ‘un vincolo particolare’, ‘quasi come padre a figlio’. I due potrebbero essere indagati nell’ambito dell’indagine sul sequestro e il presunto omicidio di Emanuela Orlandi. Sono stati individuati da tempo dalla procura di Roma, sulla loro identita’ decisiva e’ stata, nel caso in particolare di Mario, la testimonianza di Sabrina Minardi, sentita nei giorni scorsi a Piazzale Clodio. Nessuna delle due persone corrisponderebbe ai nominativi di ‘Rufetto’ e ‘Ciletto’, due esponenti della banda.

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