Prosegue l’impegno assunto da Zerosei news di far conoscere ai lettori i risvolti noti e meno noti dei profili biografici dei nuovi eletti alla Pisana.Sul modello del grande scrittore ateniese Plutarco che nelle Vite Parallele analizzò in coppia le biografie dei potenti del suo tempo questa volta mettiamo a confronto le gesta di Gilberto Casciani, eletto consigliere nella Lista Polverini e di Marco Di Stefano, assessore uscente all’Istruzione, riconfermato alla Pisana con la lista del PD. I due hanno percorso un lungo tratto della loro carriera politica fianco a fianco sotto l’ala protettrice del grande capo dell’UDC romana Mario Baccini prima di una separazione traumatica che li ha portati a militare in due schieramenti opposti. I motivi di tale lacerazione, secondo gli amici, vanno ricercati nella legittima aspirazione di entrambi di spiccare il volo autonomamente affrancandosi dall’abbraccio di Baccini e di diventare consiglieri regionali. Un obiettivo raggiunto dopo percorsi politici che solamente con un eufemismo si potrebbero definire travagliati. La storia di Gilberto Casciani, romano, classe 1955, comincia da lontano. Orfano di padre a soli 8 anni, ultimo di otto fratelli, vive un’infanzia piena di difficoltà. Eletto nel 1987 Consigliere e poi Presidente della XVIII Circoscrizione grazie ai buoni uffici del potente assessore socialdemocratico Robinio Costi, dal 1993 al ’98 è Presidente dell’IPAB Sacra Famiglia, dove si getta a capofitto tra i problemi dei minori, curando il delicato passaggio dell’Istituto da orfanatrofio a Casa Famiglia. Per realizzare ciò, Gilberto parte da una convinzione: l’impegno civile prescinde dagli ideali e dagli schieramenti politici, ma è qualcosa che in modo trasversale raggiunge i suoi obiettivi proprio se attraversa gli steccati contrapposti. Forte di questa idea, nel 1995 coinvolge 37 Parlamentari provenienti da tutti gli schieramenti dell’Arco Parlamentare a salire sul palcoscenico del Festival di Sanremo, per interpretare in coro il brano Cosa Sarà, a sostegno del progetto di legge per il prolungamento dell’assistenza dei ragazzi in condizione di difficoltà. Memorabile l’esibizione dell’ex Ministro Enrico Ferri che si muoveva come una star consumata brandendo il microfono come Fiorello. La passione di Casciani per lo spettacolo lo porta successivamente a diventare il responsabile romano della cultura per il CCD e a organizzare una serie di manifestazioni di partito alle quali partecipano entusiasti nomi del calibro di Gegia, indimenticata interprete di “Occhio malocchio prezzemolo e finocchio” accanto a Lino Banfi, Adriana Russo, attrice di punta di pellicole come “Porca vacca e Giggi il Bullo con Alvaro Vitali e Jack La Cayenne, lo snodato fantasista e ballerino degli anni 70 famoso per essere in grado di mettere nella bocca una tazzina da caffè. La carriera di Marco Di Stefano, 46 anni, dipendente del Ministero degli Interni, una corporatura massiccia che testimonia un passato nelle Fiamme Oro, il Gruppo sportivo della Polizia di Stato, inizia nel 1993 come Consigliere del Municipio XVIII e prosegue per nove anni in Campidoglio dove viene eletto per due volte consigliere nelle file dell’UDC. Poi nel 2005 il grande salto… della quaglia: per conflitti insanabili con Baccini insieme all’allora amico Casciani abbandona l’UDC e si candida alla Regione con la lista Marrazzo. Il risultato è al di là di ogni previsione: 14.000 voti che lo confermano il primo degli eletti e lo proiettano alla testa dell’Assessorato regionale del Personale. Dopo due anni per evitare di essere spazzato via dal primo rimpasto di Marrazzo Di Stefano, sempre insieme a Casciani, fa un ulteriore salto e si accasa con l’ UDEUR di Mastella del quale diviene addirittura vice segretario nazionale. Dopo la caduta del Governo Prodi, in disaccordo con la linea dell’UDEUR, lascia provvidenzialmente il partito prima dei guai giudiziari della famiglia Mastella per proseguire la sua attività politica all’interno del centrosinistra aderendo al Partito Democratico e diventando il proconsole laziale della componente di Enrico Letta. Ciò non gli eviterà di essere investito dalla bufera correntizia del PD romano e di essere rimosso dall’assessorato. La sua assenza dalle stanze dei bottoni dura però pochi mesi: nel settembre 2009, poco prima dello scandalo che lo travolge, Marrazzo lo nomina assessore all’istruzione. Parallelamente Gilberto Casciani, entra in Campidoglio nel 2006 con tutti gli onori: è il Consigliere che ha raccolto il maggior numero di preferenze. Con quale partito? L’UDC? No, l’UDEUR? Nemmeno. Casciani compie un triplo saltomortale approdando al PD. Si tratta però di un idillio di breve durata dal momento che dopo un passaggio lampo nell’UDEUR aderisce all’Italia dei Valori di Tonino Di Pietro. Un percorso politico lungo e complesso che potrebbe terminare con quest’ultima tappa ma che prosegue con un ulteriore incredibile cambio di schieramento che lo porta a diventare dapprima Presidente del Gruppo Consiliare Lista Civica Amore per Roma, federata con Italia Viva e siAmo Roma e poi a correre per la Pisana sostenuto dalle truppe del sindaco Alemanno. E alla Regione i due fratelli-coltelli dell’UDC si ritroveranno ancora una volta insieme anche se su sponde opposte ma siccome la politica è per molti l’ arte del possibile non è detto che nel corso della consiliatura non si assista ad una loro riappacificazione…








