Tag Archive | "marrazzo"

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CASO MARRAZZO: INDAGATO UN CARABINIERE PER LA MORTE DEL PUSHER

Pubblicato il 25 marzo 2010 by redazione

C’e’ un indagato per la morte di Gianguerino Cafasso, il pusher e protettore di trans, deceduto per overdose il 12 settembre dello scorso anno in un albergo sulla Salaria, a Roma. Secondo quanto si apprende si tratterebbe di uno dei quattro carabinieri coinvolti nell’inchiesta sul presunto ricatto ordito nei confronti dell’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. A determinare l’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati sono state le dichiarazioni fatte agli inquirenti da Jennifer, una trans fidanzata con il pusher che in quell’occasione non consumo’ la sostanza stupefacente. Secondo quanto raccontato dal transessuale ai magistrati della Procura di Roma che conducono le indagini sulla morte di Cafasso, a portare la droga killer al pusher, la sera del 12 settembre, sarebbe stato proprio uno dei quattro presunti ‘militari infedeli’ coinvolti nella vicenda Marrazzo. Secondo quanto accertato dagli inquirenti ad uccidere Cafasso fu una dose letale di eroina, ‘mascherata’ farmacologicamente con una sostanza in modo che la facesse assomigliare alla cocaina.

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CASO MARRAZZO:NUOVI RILIEVI NELL’APPARTAMENTO DEL TRANS BRENDA

Pubblicato il 23 marzo 2010 by redazione

“Abbiamo effettuato rilievi fotografici che ora studieremo e verificato le condizioni dell’appartamento. Aspettiamo di avere nella nostra disponibilita’ anche le analisi della polizia scientifica per poter avere un quadro. Le ipotesi le faremo quando avremo tutti gli elementi per poter valutare. Se dovesse essere necessario non escludiamo comunque altri sopralluoghi”. Lo ha detto l’ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano, consulente della difesa legale dei familiari di ‘Brenda’, il transessuale coinvolto nella vicenda dell’ex governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo e trovato morto nella sua abitazione a Roma lo scorso novembre. Garofano ha effettuato nel pomeriggio un sopralluogo proprio nell’appartamento di Brenda in via Due Ponti insieme agli avvocati della famiglia del trans morto Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, ai medici legali, a due periti informatici e a un chimico.

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CASO MARRAZZO: LA CASSAZIONE SI OPPONE ALLA SCARCERAZIONE DI TESTINI

Pubblicato il 25 febbraio 2010 by redazione

La Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Roma contro la scarcerazione del maresciallo dei Carabinieri Nicola Testini, coinvolto nel presunto ricatto ai danni dell’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo. La Cassazione ha inoltre respinto il ricorso degli altri tre Carabinieri, implicati sempre in questa vicenda, che chiedevano la fine delle misure cautelari emesse nei loro confronti lo scorso 22 ottobre. Rimangono dunque reclusi Luciano Simeone e Carlo Tagliente, mentre rimane agli arresti domiciliari Antonio Tamburrino, ritenuto il ‘mediatore’ che contatto’ l’agenzia fotografica Masi per vendere il video che ritraeva Marrazzo in compagnia di un trans nell’appartamento romano di Via Gradoli.

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CASO MARRAZZO: ANCORA POCHI GIORNI PER L’ANALISI DEL COMPUTER DEL TRANS BRENDA

Pubblicato il 13 dicembre 2009 by redazione

brenda

Ci vorranno ancora una decina di giorni per conoscere i contenuti del personal computer trovato nel monolocale di Brenda, la transessuale coinvolta nello scandalo Marrazzo trovata morta nel suo monolocale di via Due Ponti.Intanto gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, hanno disposto l’esame di tamponi salivari per quattro persone, tra transessuali e conoscenti di Brenda.Si e’ inoltre appreso che sono cinque le persone a cui la procura ha chiesto la concessione di un permesso di soggiorno in Italia con la qualifica di testimone di giustizia. La domanda e’ stata rivolta al questore di Roma per la transessuale Jennifer, la fidanzata di Gianguerino Cafasso, il pusher morto per overdose il 12 settembre scorso in un hotel sulla via Salaria. Analoga istanza sara’ valutata per le transessuali China, Barbara, Claudia e Joys. Per quanto riguarda China, amica di Brenda, il presidente dell’ottava sezione del tribunale di Roma proprio ieri ha disposto il blocco dell’espulsione per rendere possibile la sua testimonianza in un processo in corso per rapina.La procura di Roma ha inoltre avuto contatti con l’autorita’ giudiziaria francese per poter ascoltare la transessuale Michelle, che si trova a Parigi e che comparirebbe in un secondo presunto video con l’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Intanto gli investigatori hanno ascoltato anche un amico della transessuale Brenda che ha riferito di essere stato contattato alcuni mesi fa per cancellare alcuni file del suo computer. L’operazione pero’ non e’ stata portata a termine per una lite in merito al compenso da percepire.

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MORTE DEL TRANS BRENDA: IL MISTERO DEL PC

Pubblicato il 21 novembre 2009 by redazione

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Se chi ha messo il computer di Brenda, il trans coinvolto nel caso Marrazzo trovato morto ieri, sotto il getto d’acqua del lavandino lo ha fatto sperando di distruggerne la memoria, ha probabilmente commesso un errore.
Perche’ anche se bagnato, sottolineano fonti investigative, e’ possibile recuperare il contenuto dell’hard disk: ed e’ quello che gli esperti faranno nei prossimi giorni, quando la procura avra’ deciso chi dovra’ eseguire i rilievi tecnici.
E’ molto probabile, fanno notare le stesse fonti, che l’accertamento tecnico si svolga sotto forma di incidente probatorio e questo perche’ si tratta di analisi irripetibili.
Al momento comunque, spiega una fonte vicina all’inchiesta, il computer di Brenda non e’ stato ancora ‘aperto’: prima di farlo, infatti, bisogna attendere che si asciughi completamente per evitare di compiere manovre che danneggerebbero irrimediabilmente il contenuto del pc. Solo quando questa fase sara’ conclusa, si potra’ procedere all’analisi vera e propria.
Gli esperti dovranno innanzitutto accertare la gravita’ dei danni prodotti dall’acqua: se si tratta di problemi lievi si potra’ procedere ‘clonando’ l’hard disk; se invece si tratta di danni gravi allora sara’ necessario seguire una procedura diversa, che solo poche aziende in Italia sono in grado di fare.
In questo caso il computer viene messo in una sorta di ‘camera sterile’, per evitare che frammenti di polvere o altro possano posarsi sull’hard disk e renderlo inutilizzabile. In questa stanza si procedera’ ad una vera e propria ‘rianimazione’, per tirare fuori lo stato originario del disco rigido.

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